Questa Chiesa, per l'ennesima volta, dimostra di non capire niente dell'uomo e soprattutto di tradire il messaggio ecumenico del cristianesimo.
Nel cattolicesimo i preti fanno voto di celibato e castità; il che vuol dire che non possono avere rapporti sessuali di qualunque natura. Una persona omosessuale, nel prendere i voti rinuncia, come i suoi colleghi, agli aspetti sessuali della sua vita per dedicarsi completamente a Dio.
Dunque ammesso, e non concesso, che l'omosessuale possa aver commesso un peccato (contro la natura?) avendo avuto rapporti sessuali innaturali e dunque peccaminosi, il suo farsi prete renderà casta e pura la sua sessualità. Del resto non è richiesta, per poter diventare preti, la verginità1; e dunque chi percorre questa strada, previo sincero perdono dei propri precedenti peccati (quali che siano), è di fatto mondo.
Discriminare in questo modo una intera categoria vuol dire intanto
non credere nel perdono (sempre interpretando l'omosessualità come un
peccato speciale
, cioè distinto dalla semplice fornicare),
e poi vuol dire sostenere che Dio discrimina chi può avere
la chiamata e chi no! Qualche secolo fa oltre agli omosessuali anche i
neri non sarebbero potuti diventare preti2
Ora dico io, questa marmaglia che ragiona in questo modo, che titolo ha per parlare al posto di Dio? Il fatto che non vengano fulminati quando dicono queste ed altre sciocchezze è la prova lampante della non esistenza di Dio.
1
Poiché il sesso al di fuori del matrimonio è considerato peccato, una persona
che si faccia prete dovrebbe essere vergine, se si vuole che cominci il percorso
abbastanza non intriso di peccati (specie sessuali, perché mi pare che sono
quelli a cui la Chiesa tiene di più). Ma se la persona in questione non è vergine
senza aver commesso peccato, ovvero ha consumato un matrimonio, non può farsi
prete se prima non dissolve il sacro vincolo del matrimonio, la qual
cosa pure non è tanto pulita
per la Chiesa... Dunque, persone divorziate
non possono diventare preti? E se sentono la vocazione, che fanno? L'ecumenicità
del messaggio cristiano crolla di nuovo?
2 Cercando informazioni su preti neri nella storia, mi sono imbattuto in varie informazioni sulla percentuale di preti neri (Black Priests in the Episcopal Churc è stato il primo, poi sono approdato su Wikipedia), dove si legge in un caso che (nel 2002) solo il 3.4% del clero ECUSA (Episcopal Church in the United States of America) è nero, nell'altro che (nel 2004) solo il 4% dei cattolici negli Stati Uniti è nero. Secondo un censimento del 2000, la popolazione nera degli Stati Uniti è il 12.3% del totale. Dunque se applichiamo lo stesso principio delle pari opportunità, dovremmo dire che c'è una fonte di discriminazione. È divertente fare queste osservazioni quando alla presidenza degli USA ha vinto un nero (ma che sicuramente ha l'anima bianca, e se non ce l'ha gliela fanno venire...)